Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

da | Ott 10, 2022 | Recensioni | 0 commenti

ragazza unicorno gonfiabile mare verde

Da alcuni è stato accusato di ragionare per stereotipi, non tenendo conto delle sfumature che caratterizzano tutti gli esseri umani a prescindere dal genere sessuale. Devo ammettere che non ho potuto fare a meno di trovare le descrizioni di uomini e donne a tratti schematiche.

Tuttavia, ho cercato di interpretare le parole “uomini” e “donne” come rispettivamente “energia maschile” ed “energia femminile”, che tutti abbiamo dentro di noi, e da questo punto di vista ho trovato le sue riflessioni interessanti.

Nel suo libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” (1992) John Gray sostanzialmente afferma che i maggiori fattori che portano alla separazione delle coppie siano lo stress e la mancanza di una buona comunicazione.

La gioia tipicamente maschile di perseguire il successo.

Secondo l’autore, gli uomini provano grande gioia nel perseguire il successo nel lavoro, e anche nella vita di coppia provano entusiasmo nel sentirsi sessualmente soddisfatti (e nel rendere sessualmente felice la propria donna), mentre molte donne di successo si sentono invece esaurite. La passione per il calcio o per lo sport in generale è, secondo Gray, emblematica di questo bisogno tipicamente maschile: la loro squadra del cuore mira al successo e, quando segna un gol, gli uomini diventano un tutt’uno con il giocatore, come se fossero loro stessi a vincere e a riscuotere l’ammirazione del pubblico.

La diversa risposta emotiva di fronte allo stress.

Affrontando poi il tema della diversa risposta emotiva di uomini e donne, Gray afferma che nella donna, quando è sottoposta a un moderato stress (come può essere guidare nel traffico), il flusso sanguigno si dirige verso la memoria emotiva molto piu’ velocemente rispetto a un uomo, con l’attivazione del cortisolo.

Quando in un uomo si fa strada il senso di incertezza viene rilasciato il testosterone, ormone dell’azione e della risoluzione dei problemi, nonché del raggiungimento degli obiettivi e della competizione. Nel caso non possa proprio trovare una soluzione, opterà più probabilmente per spostare la sua attenzione su qualcos’altro.

Ed ecco ciò che in qualche maniera mi ha colpita, lasciandomi un po’ perplessa.
Secondo Gray, la donna tende a sentirsi messa da parte se lui sta trascorrendo dei bei momenti in sua assenza mentre lei è sola e si sente triste. Se invece lui sta male e lei sta bene, il testosterone di lui tenderà ad alzarsi grazie alla percezione della felicità di lei, di cui in qualche modo si attribuirà il merito.
Ripeto, se parliamo di energia maschile e femminile, posso trovarmi d’accordo e credo che meriti una riflessione, ma va da sé che non tutti gli uomini e le donne percepiscano le emozioni in modo così schematico.

Come possiamo migliorare la nostra soddisfazione personale e il nostro rapporto di coppia?

E qui arriviamo finalmente a ciò che condivido pienamente del pensiero di Gray: le donne (e io aggiungerei anche gli uomini) devono prendersi la responsabilità della propria felicità cominciando ad autoprodursela, grazie alla “regola del 90/10”, secondo cui il 90% del senso di soddisfazione deve arrivare dal proprio stile di vita e dalla propria cerchia di amici e persone care.

“Pensate agli uomini come a un dessert, mentre la vostra vita personale rappresenta il primo e il secondo piatto”, consiglia Gray. Le donne sotto stress tendono a soffrire per la mancanza di intimità, si sentono abbandonate a se stesse, ed è per questo che devono imparare a far presente i propri bisogni, in modo che il partner possa venir loro incontro.

Come ho già scritto, personalmente credo che tutto ciò possa riguardare anche gli uomini, che hanno ugualmente bisogno di prendersi cura di sé e di dedicarsi alle proprie passioni.

Voi cosa ne pensate? Avete letto il libro? E in generale, quali sono secondo voi i modi più efficaci per rendere la coppia più salda?

Chiara

Chiara Rocca

Nata e cresciuta in provincia di Prato, vivo e lavoro da qualche anno a Bologna. Sono sicura che ogni cambiamento interiore si rifletta poi all'esterno. Per questo amo condividere le mie esperienze e le mie letture. La condivisione e l'introspezione sono il punto di partenza per la crescita personale. Se avrò acceso una piccola scintilla anche in una sola persona, potrò dirmi soddisfatta.

Ti potrebbero interessare:

Madri e no.

Madri e no.

Ho da poco letto il libro “Madri e no. Ragioni e percorsi di non maternità” di Flavia Gasperetti. Leggendo alcuni dei suoi capitoli mi sono venute in mente molte riflessioni sull’idea che abbiamo della maternità.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Share This
Privacy Policy Cookie Policy